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Beata Angela da Foligno ..::..  a cura di don Sergio Andreoli  
 
 
 
 
Queste sono le risposte ad una serie di domande da me poste a Don Sergio. 
Le premesse a questa intervista sono poche, dato che io e Don Sergio non ci conosciamo e non abbiamo mai parlato insieme di persona. 
Ringrazio, dunque, Don Sergio per la sincerità e la semplicità con cui ha risposto alle domande anche personali. 
 
 
D:  
Puoi dirmi il nome, il cognome, la data e il comune di nascita?  
R:  
Mi chiamo Sergio Andreoli e sono nato a Borgo Castello, nel Comune di Cannara, provincia di Perugia, il 23 giugno 1940.  
 
 
D:  
Titolo di studio?  
R:  
Mi sono laureato in Filosofia all’Università di Perugia nel 1972 e ho insegnato, prima Religione, poi Lettere e infine, per molti anni, Scienze Umane (Filosofia, Pedagogia e Psicologia).  
 
 
D:  
In che anno sei diventato sacerdote?  
R::  
Sono stato ordinato prete dal vescovo Siro Silvestri, il 16 giugno 1964, nella chiesa di Santa Croce, dell’Abazia di Sassovivo di Foligno.  
 
 
D:  
Cosa ti ha spinto a diventare prete?  
R::  
Ho sempre sognato, da quando piccolissimo servivo la Messa, di diventare prete; per questo, entrai in Seminario, a Foligno, nell’ottobre del 1950, per frequentare la Preparatoria; ho fatto poi le Medie e il Ginnasio a Foligno, il Liceo ad Assisi e la Teologia a Roma, conseguendo la Licenza alla Pontificia Università Gregoriana.  
 
 
D:  
Che rapporto hai con Dio e con la Madonna?  
R:  
Cerco di conoscere sempre meglio il Padre, Gesù Cristo e lo Spirito Santo e di corrispondere al loro amore per me. Nei confronti di Maria Vergine, nutro un sentimento di devozione filiale.  
 
 
D:  
Cosa pensi della Chiesa e cosa cambieresti?  
R:  
Amo la Chiesa, che è madre e maestra, e per renderla migliore, desidero anzitutto migliorare me stesso.  
 
 
D:  
Qual è il significato della povertà evangelica?  
R:  
La povertà è un grande ideale: ci si deve avvicinare ad esso con decisione, anche se gradualmente.  
 
 
D:  
Quale apostolo apprezzi maggiormente?  
R:  
Ammiro il dinamismo di san Paolo e resto sorpreso dalla profondità di san Giovanni.  
 
 
D:  
Se fossi vissuto al tempo di Gesù, lo avresti riconosciuto?  
R:  
Io non sono vissuto al tempo di Gesù!  
 
 
D:  
Quando ha avuto inizio la tua devozione per Angela?  
R:  
Sono di Foligno e ho cominciato ad interessarmi di Angela da studente.  
 
 
D:  
Cosa dovrebbe spingere un lettore ad interessarsi di questa figura medievale?  
R:  
E’ una grande donna, una grande maestra e soprattutto una vera madre spirituale.  
 
 
D:  
Francesco e Angela: qualcosa li accomuna?  
R:  
Angela è un po’ l’alter Franciscus, come Francesco è l’alter Christus.  
 
 
D:  
Qual è la posizione della donna nella Chiesa?  
R:  
Oggi la donna fa molto nella Chiesa, ma conta, purtroppo, poco.  
 
 
D:  
Perché fai lo scrittore?  
R:  
Scrivo per comunicare, superando i limiti di spazio e di tempo.  
 
 
D:  
Qual è il tuo libro meglio riuscito ?  
R:  
L’ultimo, spero, vale a dire “Quale Gesù?”, edito a Siena, da Cantagalli.  
 
 
D:  
I profitti della vendita dei tuoi libri, dove vanno a finire?  
R:  
Non si parli di profitti!  
Per pochi ho avuto un compenso una tantum; da “Quale Gesu?” non ricavo nulla. 
 
Maurizio Caudana
 
 
 
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