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Beata Angela da Foligno ..::..  a cura di don Sergio Andreoli  
 
 
 
 
I  
Attorno ad Angela, che fu sposa e madre di più figli e, poi, vedova e senza figli, per la loro morte prematura, si formò un gruppo informale di persone, che la considerò come vera madre e maestra.  
Questo evento di particolare rilievo storico, è attestato dal fatto che ci sono pervenute delle lettere della Beata a singoli discepoli, mai chiamati per nome, o all'intero gruppo dei figli spirituali.  
I discepoli, frati Minori, si rivolgevano a lei, per chiedere chiarimenti e consigli di natura spirituale ed anche teologica.  
 
 
II  
L'esperienza di Fr. A., redattore del Memoriale, è stata molto significativa.  
Essendo sacerdote, esercitava le sue funzioni di ordinato: celebrazione dell'Eucaristia e amministrazione del Sacramento della Penitenza ( egli era il confessore di Angela ).  
Di fatto, però, fu discepolo di Angela, in quanto riconobbe il suo carisma di maestra, un ruolo di primaria importanza, non comune, sia nel Medioevo sia oggi.  
 
 
III  
La cultura di Angela.  
Si discute sulla sua capacità di leggere e scrivere in italiano e in latino.  
In ogni caso, dal dossier emerge una donna di buona cultura religiosa.  
Molto probabilmente la fonte principale di informazione fu per lei la predicazione dei Frati Minori, presenti a Foligno, fin dall'inizio dell'esperienza minoritica.  
 
 
IV  
Le devozioni di Angela.  
Da buona francescana e donna del Medioevo, privilegiò i misteri dell'Infanzia di Cristo e quelli della sua Passione e Morte.  
Non si deve, però, arrivare a dire che abbia trascurato gli altri aspetti fondamentali della pietà cristiana.  
 
 
V  
Qualche esagerazioni nei comportamenti e nel linguaggio di Angela, facilmente rilevabili, anche ad una veloce lettura del dossier, sono il riflesso della cultura e delle abitudini medievali: il fatto che preghi per la morte dei suoi familiari, la svestizione di fronte al Crocifisso, le lacrime cocenti, il percuotersi e tumefarsi, l'apporre il fuoco su alcune parti del corpo, il bere l'acqua infetta, il presentarsi come grande peccatrice, il desiderio del martirio.  
 
 
VI  
Problematico l'atteggiamento della Poverella nei confronti del proprio corpo e delle creature.  
Lo stesso si dica per la vita matrimoniale e familiare.  
Andrebbe fatta, su questi temi, un'indagine puntuale, scorrendo tutto il dossier, tenendo anche presente l'esperienza e la dottrina del suo maestro San Francesco e le abitudini del Medioevo.
 
 
 
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