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Osvaldo Juston, Borroni di Foligno
I.
La prima preghiera trova il suo preciso riscontro in questo testo del dossier angelano:
<< E allora non vedevo né la potenza né la volontà, in quel modo in cui le vedevo prima; vedevo, però, una Realtà stabile, ferma, così indicibile, che di essa niente posso dire se non che era Ogni Bene>> ( (Il Libro della Beata Angela da Foligno, Grottaferrata 1985, p.284, righe 335-336).
II.
La seconda preghiera fa riferimento ad un brevissimo documento, che, secondo Ludger Thier e Abele Calufetti, editori del dossier angelano, è di autore ignoto ed è stato redatto dopo il 1310, come imitazione.
Eccolo:
<<I segni, con i quali Dio Padre manifesta il suo amore per l'anima che egli ama, sono sei.
Il primo segno è la benedizione; Dio Padre, infatti, per prima cosa benedice l'anima che egli ama.
Per seconda cosa le comunica i suoi beni.
Per terza, l'ammonisce.
Per quarta la corregge.
Per quinta la custodisce o difende.
Per sesta cosa, la conserva (p.570, righe 4-8)
III.
Per la terza preghiera.
Nella Istruzione V si legge:
<<Venite, perciò, o figli miei benedetti, e guardate questa Croce e piangete Cristo morto su di essa per le nostre iniquità, perché noi stessi siamo stati la causa del suo grande dolore (p. 524, righe 191-193).
IV.
Per la quarta preghiera.
Nel Memoriale di frate A.si legge:
<<E dopo noi offrimmo loro queste cose e lavammo i piedi delle donne e lavammo la mani degli uomini, massimamente di un certo lebbroso, che aveva le mani assai fradice o marce e perdute, e bevemmo di quel lavaggio>> (p.242, righe132-134).
V.
Per l'ultima preghiera.
Nella Istruzione V si legge:
<<Veramente, infatti, egli pose l'umiltà del cuore e la mansuetudine del corpo a fondamento e radice solidissima di tutte le virtù [...]>> (p.508, righe 24-25).
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