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Beata Angela da Foligno ..::..  a cura di don Sergio Andreoli  
 
 
 
 
I.  
La prima esperienza di preghiera che presento in questa parte, corrisponde alla forma della supplica, rivolta, in questo caso, ad un amico di Dio, san Francesco d'Assisi.  
Angela è in condizioni spirituali pietose; vive nel peccato mortale, dal momento che non fa confessioni sacramentali complete e tuttavia va a comunicarsi.  
Per questo, prova grande rimorso e prega il beato Francesco di trovarle un confessore.  
La notte le appare un vecchio Frate che le dice che quanto ha chiesto l'ha ottenuto.  
Potenza della preghiera!  
Nota  
-Cfr. Il Libro della Beata Angela da Foligno, Grottaferrata 1985, p.132, righe 10-16.  
 
 
II.  
A seguito dell’apparizione, in sogno, di san Francesco, Angela si reca nella Cattedrale di Foligno, dedicata a san Feliciano, Vescovo e Martire, e fa una buona Confessione.  
E’ la sua conversione!  
La partecipazione alla celebrazione della Penitenza è una importante forma di preghiera liturgica.  
Non è, forse, oggi da riscoprire?  
Nota  
- Cfr. pp.132-134, righe 17-24.  
- Angela si trova al secondo passo.  
 
 
III.  
Mentre sta pregando, la Poverella vede Gesù Cristo sulla Croce.  
Il Signore la chiama e le dice di accostare la sua bocca al costato: le sembra di vedere e bere il suo Sangue, che la purifica.  
La Beata prova gioia, sebbene dalla meditazione della Passione le derivi tristezza.  
La preghiera è il normale contesto delle rivelazioni divine.  
Quella vocale non è, però, l’unica forma di preghiera.  
Angela qui si riferisce a quella mentale.  
Note  
- Cfr. pp.142-144, righe 144-150.  
- Angela si trova al quatttordicesimo passo.  
 
 
IV.  
Un giorno, durante la preghiera , nel cuore di Angela viene posto il Padre nostro.  
Lei lo recita lentissimamente, dopo averne capito, per grazia, le singole parole.  
La Poverella comprende chiaramente la bontà di Dio e la propria indegnità.  
Dolore e gioia, allora, si intrecciano: il primo per i propri peccati, la seconda per la divina bontà.  
La coscienza di quest'ultima le impedisce, addirittura, di alzare gli occhi ed allora, per ottenere il perdono, si affida alla Vergine Maria.  
Note  
-Cfr.p.148, righe 186-198.  
-Angela si trova al sedicesimo passo.  
 
 
V.  
Successivamente Angela prova tale diletto nella preghiera, che si dimentica di mangiare.  
Anzi, arriva a desiderare di non dover magiare, per pregare, o almeno di mangiare pochissimo.  
Comprende, però, che si tratta di una tentazione e di un inganno.  
Note  
-Cfr. p.152, righe 248-253.  
-La Beata è al diciottesimo passo.  
 
 
VI.  
Si può pregare ovunque, non c'è dubbio.  
Angela, però, aveva anche, nella sua casa, una vera e propria cella, dove si ritirava, per parlare con Dio.  
Una volta vi provò una consolazione mai prima sperimentata, considerando il piacere che si trova nella contemplazione della divinità e della umanità di Gesù Cristo.  
Nota  
- Cfr. pp.152-154, righe 270-276.  
 
 
VII.  
Quando si prega , non è detto che si avverta la vicinanza di Dio.  
Anche ad Angela è capitato; precisamente ciò avvenne, prima che lei avesse completato la totale rinuncia e donazione dei suoi beni terreni, in vista della  imitazione della assoluta povertà di Gesù Cristo.  
Nota  
- Cfr. p.154, righe 279-281.  
 
 
VIII.  
Pregare qualcuno di pregare per noi., vale a dire chiedere l'intercessione presso Dio di una persona a noi cara, è cosa assai comune anche oggi.  
Angela, devotissima di san Francesco, gli chiede, fra l'altro, di pregare Dio, perché lei possa fare esperienza di Gesù Cristo.  
A san Pietro, tempo prima, aveva chiesto di ottenerle la grazia della vera povertà.  
Un modo, anche questo, per professare la certezza che tra tutti coloro che credono in Gesù Cristo, sia vivi sia defunti, esiste una vera, profonda comunione.  
Nota  
- Cfr. p.178, righe 17-36.  
 
 
IX.  
Angela pregava per Masazuola.  
Una volta aveva chiesto per lei una grazia, ma gli fu risposto:<<Alla tua compagna io concedo un'altra grazia>>.  
Nota  
-Cfr.p.188, righe 152-156.  
 
 
X.  
Vedere il Signore: una bellissima esperienza, fatta tante e tante volte da Angela, in contesti diversi.  
Per esempio, lo vide durante l'Elevazione del suo Corpo.  
Nota  
-Cfr. p.194, righe 225-227; p.196, righe 253-266.  
 
 
XI.  
La Poverella, dunque, ha visto il Signore.  
Talvolta ha udito parole stupende, senza vedere nulla.  
Una volta Angela era in preghiera e voleva dire il Padre nostro; all'improvviso una Voce le disse:<<Tu sei piena di Dio>>.  
Nota  
-Cfr. p.200, righe 9-11.  
 
 
XII.  
In un'altra circostanza, mentre stava pregando, ci fu un'altra locuzione divina.  
Fra l'altro, la Beata si sentì dire:<< [ ... ] il cuore di Dio onnipotente sta ora sul cuore tuo>>.  
Nota  
-Cfr. p.202, righe 23-26.  
 
 
XIII.  
Angela, un giorno, pregò la Madonna, affinché, fra l'altro, le ottenesse da suo Figlio la remissione dei peccati.  
Immediatamente le fu detto: "Figlia mia, a me dolce, ciò che hai chiesto, ti è stato concesso ".  
Nota  
-Cfr. pp.222-224, righe 267-277.  
 
 
XIV.  
Un a volta frate A. pregò Angela di supplicare Dio per un Frate marchigiano, affinché non fosse ingannato.  
Angela lo fece ed ottenne questa risposta: "Tutto ciò che appartiene agli altri, deve essere reso con grande sollecitudine".  
Nota  
-Cfr, pp.250-252, righe 233-244.  
 
 
XV.  
Richiesta di pregare Dio, in riferimento ad alcune cose che un Frate voleva sapere, Angela non se la sentì di farlo, in quanto le sembrava un atto di superbia e di stoltezza pregare Dio per quelle cose.  
Nota  
-Cfr. pp.252-254, righe 248-273.  
 
 
XVI.  
In una particolare condizione - durò tre giorni e tre notti -, stando in preghiera, ma volendo andare a mangiare, Angela era solita chiedere il permesso a Dio.  
Egli glielo concedeva con queste parole:"Va' , mangia con la benedizione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo".  
Nota  
-Cfr.p.258, righe 32-40.  
 
 
XVII.  
Una volta, all'ora del pasto, Angela pregò il Signore, fra l'altro, di benedire lei e la sua compagna Masazuola.  
Gesù disse: "Abbiate la benedizione del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo in eterno".  
La Beata confidò a Frate A. d'aver capito che la benedizione riguardava non solo lei e la compagna, ma anche lui.  
Nota  
-Cfr. pp.266-268, righe 133-141.  
 
 
XVIII.  
Durante una visione, Angela contemplò la Vergine Maria nella gloria, orante per il genere umano.  
Nota  
-Cfr. pp.304-306, righe 186-205.  
 
 
XIX.  
La Poverella confessò di provare grande diletto nella preghiera: "Liberami, per i tuo santi giudizi".  
Nota  
-Cfr. p.368, righe 155-162.  
 
 
XX.  
Durante la celebrazione della Messa, Angela pregò il Cristo che frate A. non fosse uno di quelli che spezzano il Cristo e fanno sgorgare il Sangue dal suo dorso.  
Egli l'assicurò con queste parole:"Non lo sarà in eterno".  
Nota  
-Cfr. p,372, righe 200-207.
 
 
 
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