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Beata Angela da Foligno ..::..  a cura di don Sergio Andreoli  
 
 
 
 
 
 
 
Propongo qui, tradotte dal latino (Il Libro della Beata Angela da Foligno, Edizione critica, a cura di L. Thier e A. Calufetti, Grottaferrata 1985), sedici preghiere uscite dalla bocca e dal cuore di Angela, che si rintracciano nel dossier, che la riguarda.  
Le accompagnerò con brevissime note.  
 
 
 
Prima  
Lodata e benedetta sia  
la Santa Trinità  
e Santa Maria,  
Vergine Madre.  
Note  
- Cfr. p.264, righe 106-107.  
- Questa preghiera non fu composta dalla Beata, ma lei la disse molte volte, con molta letizia e piacere, su comando rivoltole durante un'esperienza mistica.  
 
 
Seconda  
Non voglio l'oro né l'argento  
e se tu mi dessi tutto il mondo,  
non voglio altro,  
se non te.  
Note  
- Cfr. p.154, righe 285-286.  
- Quando rivolse a Dio queste parole, in risposta alla domanda:<< Cosa vuoi?>>, la Folignate si trovava al dodicesimo passo della via della penitenza, che ne conta trenta.  
 
 
Terza  
Non posso io  
quel che sento  
dire;  
non vorrei, del resto,  
da Colui che vedo,  
allontanarmi;  
il mio vivere è, dunque, morire  
e perciò attirami a te.  
Note  
- Cfr. p.364, righe 119-123.  
- Angela pregò così, quando si trovava al ventiseesimo passo.  
- Il canto è rivolto a Gesù Cristo, Figlio di Santa Maria.  
 
 
Quarta  
Lodo te, amato Dio;  
sulla tua Croce io ho fatto  
il letto mio;  
io, per capezzale o piumaccio  
la povertà ho trovato;  
come altra parte del letto,  
per riposare,  
il dolore con il disprezzo io ho trovato.  
Note  
- Cfr. p.362, righe 104-107.  
- Quando la Beata provò il desiderio di cantare e lodare il Signore con queste parole, si trovava al ventiseesimo passo, vale a dire all'ultimo, descritto nel Memoriale da frate A. ( si deve ricordare, infatti, che il redattore ha ridotto - accorpando i contenuti di alcuni passi finali - i trenta passi annunciati all'inizio, a ventisei ).  
 
 
Quinta  
Tu, o Signore,  
hai provato il dolore,  
che derivava dalla grande compassione,  
che avesti per i tuoi eletti.  
Il loro intento, infatti,  
era quello di distruggerti  
ed essi, poi, non ti conoscevano.  
Per questo, io capisco  
che tu fosti completamente abbandonato.  
Note  
- Cfr. p.294, righe 75-78.  
- Quando si rivolse a Gesù con queste parole, Angela era al ventiquattresimo passo.  
 
 
Sesta  
Rendimi degna,  
Signore,  
di conoscere l'altissimo mistero  
della tua Risurrezione.  
Note  
- Cfr. p.718, riga 76.  
- L'invocazione sbocciò sulle labbra della Poverella, verso la metà del 1308, a pochi mesi dalla morte, avvenuta il 4 gennaio 1309.  
 
 
Settima  
O mio Signore Gesù Cristo,  
tu ci hai condotti  
a possedere qualcosa  
del Padre tuo.  
Nota  
- Cfr. p.718, righe 80-81.  
 
 
Ottava  
O Signore,  
rendimi degna di conoscere l'ardentissima tua carità,  
con la quale carità  
ci hai fatto questo dono,  
cioè la tua sapienza.  
Nota  
- Cfr. p.720, righe 116-118.  
 
 
Nona  
O Signore,  
rendimi degna di conoscere questo dono,  
perché tu ci hai donato l'intelletto,  
affinché possiamo capire te,  
il Dio mio.  
Nota  
- Cfr. p.720, righe 113-115.  
 
 
Decima  
O Sommo Essere,  
rendimi degna di capire questo dono dell'amore,  
che è al di sopra di ogni dono;  
perché tutti gli Angeli e tutti i Santi  
non hanno altro da vedere,  
se non vedere te che sei amato  
ed amare te e contemplarti..  
Nota  
- Cfr. p.722, righe 120-123.  
 
 
Undicesima  
O Signore,  
fammi degna di conoscere e capire la tua suprema carità,  
con la quale hai creato me.  
Rendimi capace, o Incomprensibile,  
di conoscere e capire la tua inestimabile e ardentissima carità,  
con quella sviscerata dilezione,  
con la quale hai scelto dall'eternità  
il genere umano a vedere la tua visione;  
e tu, Altissimo, ti sei degnato di volere vedere la nostra.  
Rendici degni, Signore,  
di conoscere la nostra colpa,  
affinché possiamo, attraverso essa, conoscere l'Umanato,  
che tu hai mandato,  
designato per noi, in relazione alla stessa colpa.  
Nota  
- Cfr. p.718, righe 84-91.  
 
 
Dodicesima  
O mi Dio,  
rendimi degna di poter conoscere l'altissimo tuo mistero,  
che operò la tua ardentissima e ineffabile carità,  
insieme alla carità dispensata dalla stessa Trinità,  
cioè l'altissimo mistero della tua santissima Incarnazione,  
che tu hai attuato per noi;  
la quale Incarnazione  
è stata l'inizio della nostra salvezza.  
Nota  
- Cfr. p.712, righe 12-16.  
 
 
Tredicesima  
O Signore,  
sono cinque i misteri  
( Incarnazione, Nascita, Morte, Risurrezione e Ascensione ),  
che tu hai attuato per noi:  
fa', o Signore,  
che noi siamo capaci di capire.  
Nota  
- Cfr. p.714, righe 33-34.  
 
 
Quattordicesima  
O Signore,  
rendimi capace,  
rendimi degna  
di capire questi sette doni  
( Creazione, Elezione, Morte di Gesù Cristo, Sensibilità e razionalità dell'uomo, Intelletto, Sapienza, Amore)  
che tu hai fatto,  
tra la moltitudine di doni  
che tu ci hai elargito.  
Nota  
- Cfr. p.720, righe 95-97.  
 
 
Quindicesima  
O Signore,  
rendimi degna di vedere la profondità  
di questa altissima carità,  
che tu ci hai comunicato  
in questa Incarnazione santissima.  
Nota  
- Cfr.p.714, righe 25-26.  
 
 
Sedicesima  
Fammi degna,  
o Dio increato,  
di conoscere la profondità del tuo amore  
e della tua ardentissima carità.  
Rendimi degna di capire l'ineffabile carità,  
che tu ci hai comunicato,  
quando tu ci hai mostrato il Figlio tuo Gesù Cristo,  
in questa Incarnazione,  
e quando lo stesso Figlio tuo ha manifestato a noi te Padre.  
Nota  
- Cfr. p.716, righe 62-66.  
 
 
 
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